Buongiorno,

sono un cardiologo di Roma con una lunga esperienza in aritmologia. Ho avuto modo di utilizzare il Kardia per alcuni miei pazienti che presentavano episodi di cardiopalmo (senso di tachicardia, polso irregolare, battito cardiaco “forte” ecc.). Lo strumento è stato molto utile in quanto ha consentito a queste persone di registrare un tracciato elettrocardiografico durante il sintomo e quindi mi ha permesso di effettuare una diagnosi precisa, cioè di capire esattamente cosa succedeva al loro cuore nel momento in cui avvertivano i sintomi.

Questo è un problema comune che si presenta a noi cardiologi. Una persona viene da noi e ci riferisce sintomi occasionali che compaiono e cessano dopo poco tempo. L’unico modo per capire di cosa si tratta sarebbe quello di effettuare un elettrocardiogramma durante il sintomo. Ciò ovviamente non è quasi mai possibile. Il Kardia risolve appunto questo problema. Inoltre consente al paziente di inviare immediatamente la traccia che ha registrato al proprio cardiologo per via telematica.

In riferimento alla sua domanda è ovvio quindi che lo strumento consente di individuare episodi di TPSV (tachicardia parossistica sopraventricolare) in soggetti che hanno episodi di cardiopalmo di breve durata, così come consente anche di tranquillizzare il paziente nei casi in cui durante la sensazione di palpitazione l’elettrocardiogramma risulti nella norma (caso non infrequente). Quando detto vale anche per la Sindrome di WPW (Wolff-Parkinson-White) in cui è presente una via anomala di connessione elettrica tra atri e ventricoli. Ciò non sempre provoca aritmie, ma costituisce une predisposizione alla comparsa di TPSV o, più raramente, ad episodi di fibrillazione atriale ad alta frequenza ventricolare. Il Kardia ovviamente, per quanto detto sopra, costituisce uno strumento utile al cardiologo per fare diagnosi nei soggetti con tale anomalia che presentino episodi di cardiopalmo.

Per quanto riguarda la possibilità di rilevare segni di ischemia o di necrosi miocardica acuta (infarto miocardico) con il Kardia, è improbabile, che possano essere rilevate dall’apparecchio. Cerco di spiegarne il motivo. L’elettrocardiogramma standard registra 12 tracce (cosiddette “derivazioni”), che consentono di “osservare” il cuore da diversi punti di vista nello spazio (parete anteriore, inferiore, posteriore, laterale). Segni di ischemia o infarto acuto possono, riguardano in genere una sola parete del cuore e quindi possono essere visibili solo in una o più derivazioni ma non in tutte. Non solo, talora non sono visibili affatto anche se il danno miocardico è presente. Poiché il Kardia è in grado di rilevare una sola derivazione è improbabile che possa rilevare l’anomalia. Quindi non è utilizzabile a tale scopo.

Dott. Leopoldo Bianconi (Studio Aritmia Cardiaca Roma. http://www.aritmiacardiaca.roma.it/)